In nome di Andrea Rocchelli

di Nicola Campagnani

Quello di Andrea Rocchelli è un nome. Come è un nome quello di Giulio Regeni. Tutto ciò che resta in vita di chi è morto in nome della verità e della storia. Tutto ciò che resta da cancellare sono i loro nomi. Andrea Rocchelli è stato ucciso il 24 maggio 2014, perché era un fotoreporter. Era in Ucraina per raccontare la guerra del Donbass.


La morte di Andrea Rocchelli
– Il pomeriggio di quel 24 maggio sta raggiungendo un villaggio fuori dalla città di Sloviansk insieme al giornalista russo Andrei Mironov, attivista per i diritti umani e ex dissidente del regime. Nella macchina guidata da un autista del posto c’è anche il fotoreporter francese William Roguelon, dei tre sarà l’unico a sopravvivere. L’auto si deve fermare di fronte a un treno che sbarra la strada accanto a una fabbrica, i fotografi decidono di scendere per scattare qualche immagine. La zona sembra deserta. C’è solo un uomo con una bottiglia di soda in mano, si avvicina ai reporter e gli dice di andar subito via di lì. Fanno velocemente per tornare e partono i primi colpi di Kalashnikov: i proiettili li sfiorano e bucano il muro dietro di loro. Corrono, cercano di nascondersi dietro la macchina e si tuffano in un fossato. Poi i colpi di obice: William Roguelon riesce a contarne dieci, ma le esplosioni continuano, avanzano una dopo l’altra e delle schegge lo raggiungono penetrandogli le gambe fino al bacino. Il corpo di Andrea Rocchelli è in un lago di sangue, accanto a quello di Andrei Mironov.

Le indagini – William Roguelon ha potuto raccontare questi dettagli in un interrogatorio di 10 ore, soltanto 3 giorni fa. Le indagini in Ucraina sono state fatte in ritardo e male, ma anche le autorità francesi e italiane hanno impiegato molto tempo a muoversi. I genitori di Andrea, dopo aver persino indagato autonomamente sul posto, hanno ingaggiato un avvocato: è Alessandra Ballerini, lo stesso di Giulio Regeni.

L’appello dal Festival
– L’ultima uscita di Andrea Rocchelli nel 2014 era stata proprio al Festival del giornalismo di Perugia e ieri a Perugia c’erano tutti: c’era Alessandra Ballerini, i genitori di Andrea, William Roguelon. C’era il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana Giuseppe Giulietti, che ha chiesto di incatenare questi nomi l’uno all’altro, da Giulio Regeni a Ilaria Alpi, i nomi di chi è morto per costruire la nostra memoria storica e che ora non deve essere dimenticato. «Facciamo partire oggi qui da Perugia questa campagna di verità per Andrea – ha detto Giulietti – ricordare loro significa anche costruire un futuro diverso per tutti noi».

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