Non solo querele: i cronisti d’inchiesta e l’attacco del pubblico

di Paolo Sparro

Rischiava di diventare un incontro in cui giornalisti d’inchiesta e di cronaca giudiziaria come Fiorenza Sarzanini, Giovanni Bianconi e Amalia De Simone del Corriere della Sera; Davide Vecchi e Peter Gomez del Fattoquotidiano, raccontavano al pubblico quante pressioni, da parte di politici e non solo, subiscono nonostante il loro impeccabile lavoro. Invece, ci ha pensato il direttore del Fattoquotidiano.it a fare da bastiancontrario anche a casa sua, tra colleghi: “Le testate, compresa la mia, non possono essere obiettive, ma possono essere imparziali. Penso che sul Movimento5stelle non ci sia imparzialità da parte delle testate e in questo modo i lettori pensano che il giornalista d’inchiesta o di cronaca giudiziaria, non sia credibile”.

Del movimento-partito capitanato da Beppe Grillo si è occupata Fiorenza Sarzanini che tra l’altro ha seguito le vicende del sindaco di Roma Virginia Raggi; per lei la questione è un poco più complicata: “Io ho scritto tanto di Roma quanto dell’inchiesta Consip che coinvolge il PD; la differenza è che il Movimento5stelle aveva promesso di fare nomine pulite mentre in Campidoglio, dalla Muraro in avanti, abbiamo visto altro. Per questo le inchieste fanno più rumore. Quello che non è giustificabile e che secondo me ci porta a vivere una situazione anche peggiore di quando c’era Berlusconi, è l’aggressività dei cinque stelle, in primis di Di Maio con le sue liste di proscrizione “.
All’incontro sui cronisti d’inchiesta sotto attacco, che si è tenuto al Teatro della Sapienza, è intervenuto anche Davide Vecchi, giornalista del Fattoquotidiano.it che ha pubblicato alcune mail personali di David Rossi, capo comunicazione del Monte dei paschi di Siena, morto nel 2013. L’ipotesi del suicidio non ha mai convinto i famigliari di Rossi, né i giornalisti hanno smesso di indagare sull’accaduto. Per i suoi articoli, Davide Vecchi è attualmente sotto processo, accusato di aver divulgato dati personali.

Una vicenda quella di Vecchi che per Giovanni Bianconi, giornalista di cronaca giudiziaria del Corriere della Sera, ha dell’incredibile. Bianconi ha sfatato qualche luogo comune sulla segretezza delle informazioni spiegando che “nel momento in cui il giornalista entra correttamente in possesso di materiale giudiziario non più segreto, deve anzitutto capire se la notizia è rilevante ed ha interesse pubblico. In questo caso, non solo è giusto ma anche doveroso pubblicare”.

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