“Ibernazione, ogm e ingegneria genetica”

di Giulia Bianconi

Dall’ibernazione alle banche dati del Dna, dagli Ogm all’utilizzo degli embrioni. Etica e scienza a confronto in un momento storico particolare, che apre possibilità prima impensabili grazie al progresso tecnologico. Di questo si è discusso nel panel dal titolo “Ibernazione, ogm e ingegneria genetica” organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia, anche quest’anno presente al Festival Internazionale del Giornalismo 2017. Tra gli ospiti del panel Enzo Arceri (Giornale Radio Rai e segretario Agsp), Paolo Benanti (padre francescano), Sabrina Carreras (Presa Diretta), Andrea Lenzi (Docente Università La Sapienza Roma), Marco Merola (responsabile comunicazione CNBBSV), Laura Palazzani (Docente LUMSA).
Come affrontare questioni complesse mettendosi, come giornalisti, al servizio del pubblico?


Ibernazione – Si parte dall’ibernazione con le parole di Paolo Benanti, padre francescano considerato tra i massimi esperti mondiali di Teologia morale e Bioetica. Ci sono tre società al mondo che offrono questo servizio, per un costo che oscilla tra i 30 e i 200 mila euro. Un futuro possibile ma sicuramente non certo. “Siamo sicuri di poter vendere tutto ciò che possiamo fare?” si chiede Benanti di fronte a questa prassi commerciale che ci porta a pagare per qualsiasi cosa seppur priva di fondamento ed evidenza scientifica. Dalla relazione medico-paziente sembra si stia passando ad una nuova tra cliente e fornitore di servizi.
“La risposta al problema della finitezza umana oggi non è religiosa né scientifica, ma mitica, fuori dal tempo”; ritorna il tema della post-verità, parola dell’anno 2016 secondo lo storico dizionario inglese Oxford. Una post-verità scientifica che ignora fatti e dati per lasciare spazio alla speranza di estendere le potenzialità umane oltre i limiti fino ad ora conosciuti.

Banche dati DNA – Arriviamo per ultimi in Europa, ma almeno abbiamo a disposizione tecnologie innovative per farlo: parliamo di raccolta, elaborazione e controllo di dati sul Dna di persone che si trovano in carcere con una sentenza passata in giudicato. Oggi le banche dati italiane custodiscono le identità di 38 mila persone. Sono informazioni da maneggiare con cura: un errore potrebbe portare ad individuare come colpevole qualcuno che non c’entra nulla. A supervisionare il processo di prelievo e decodifica c’è il Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze per la Vita (CNBBSV).

Ogm – Sabrina Carreras di Presa Diretta ha parlato della narrazione della scienza in tv. Spetta al giornalista rendere semplici concetti apparentemente distanti dalla quotidianità. Gli ogm in Italia non si possono coltivare ed è vietata anche la ricerca sul tema. La riflessione del giornalista in campi che, come questo, possono spaventare l’opinione pubblica, deve partire chiedendosi quanto pesino i pregiudizi e la caccia alle streghe, da un lato, e gli interessi privati dall’altro.

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