Attenti a Google

Beatrice Manca

Lascereste mai la porta di casa aperta? Probabilmente no, ma spesso non cambiamo la password dei nostri profili o, scaricando una app, gli diamo la possibilità di accedere alle nostre foto o ai nostri contatti. Nel mondo delle piattaforme digitali niente è davvero privato: meglio allora attrezzarsi per proteggere i nostri dati, esattamente come una macchina in garage o i gioielli in cassaforte. Come? Lo ha spiegato Elisabetta Tola, che si occupa di formazione per Google News Lab, la piattaforma del motore di ricerca dedicata ai giornalisti.


«Avrò formato circa 5000 giornalisti, e ce ne fosse stato uno che cambia la password ogni tre quattro mesi, che è il periodo giusto per non rischiare furti». All’evento “Sicurezza online, verifica delle informazioni e ricerca avanzata di contenuti. Dati e Google trends”, la sala Raffaello dell’hotel Brufani pullula di smartphones, tablet e laptop. tutti approfittano per dare una sbirciata al proprio account. Elisabetta Tola mostra come bastino pochi click per mettere al sicuro il proprio account su Google: per esempio, si può verificare che la nostra cronologia non sia a disposizione delle app, o si può controllare la lista di chi ha fatto l’accesso, per assicurarsi che nessuno sia entrato con la nostra mail. «Se il mio telefono mi geo-localizza deve essere perché l’ho scelto io, e non perché ho scaricato un’app quattro anni fa di cui nemmeno mi ricordo. Specialmente per un giornalista: devo decidere con chi voglio condividere le mie informazioni».

Tutti i trucchi di Google.  Si dice spesso che Google, con le news e i feed, sia un nemico del giornalismo serio. In realtà, se si sfruttano bene le sue potenzialità, è un prezioso alleato. Non a caso, Google è uno dei main sponsor del Festival. Se vogliamo trovare subito ciò che ci interessa nel mare magnum dei motori di ricerca conviene sfruttare gli operatori logici, che ci permettono di cercare solo file di un certo tipo, o solo in un determinato sito web. Vogliamo fare un articolo su tutti i festival jazz d’Italia? Nessun problema: basta cercare “related to: http://www.umbriajazz.com” e ci appariranno tutti i siti creati per eventi simili al festival musicale perugino. Dobbiamo fare un’intervista a un esperto? Meglio cercarlo su Google Scholar, che fornisce la bibliografia completa su ogni argomento e l’elenco di pubblicazioni aggiornate per ogni autore. Così so subito chi sta lavorando sul cambiamento climatico o sulle cellule staminali. Vogliamo sapere l’argomento del giorno? Google Trend  

Verificare le informazioni. Primo dovere del giornalista: verificare le fonti. Su Internet può essere più complicato del previsto, visto il proliferare di fake news: ma anche qui, esistono pochi semplici passaggi che un professionista deve fare prima di pubblicare. Un portale utile per imparare a fare fact-checking è FirstDraft, una guida all’informazione nell’ecosistema digitale, o BellingCat, che verifica ciò che passa dal web.
Le immagini sono un tasto dolente: nella fretta, il rischio di prendere un abbaglio è notevole. Innanzitutto vanno controllati i diritti di utilizzo, e poi, una volta scaricata, meglio fare una ricerca inversa, partendo cioè dall’immagine: così non si rischia di pubblicare un fotogramma di Lost sotto la notizia di un disastro aereo, come è successo su Twitter.

 

 

 

 

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